|
La
storia di Amalfi ruota intorno
al mare; Prime testimonianze
storiche di Amalfi si hanno grazie ad una lettera di Gregorio Magno del 596,
che testimonia dei traffici marittimi
amalfitani.
Alla
fine dell’VIII secolo dovrebbe risalire la costituzione della prima
colonia amalfitana d’Oriente attestata dalle fonti, cioè quella di
Antiochia, segno inequivocabile della presenza di una stazione mercantile
stabile in uno dei luoghi principali di produzione e di smistamento di merci
esotiche da importare in Occidente per le ricche ed agiate famiglie
dell’aristocrazia urbana, per gli alti prelati o per le sfarzose corti
principesche.
La
presenza stabile di Amalfitani in Egitto viene altresì registrata sin dalla
metà del X secolo: infatti nel 954 al Cairo vi erano circa duecento
mercanti amalfitani.
Verso
la fine del X secolo Amalfi era diventata l’unico centro mercantile sulle
rive del Mediterraneo ad aver stabilito contemporaneamente proficue
relazioni diplomatiche e commerciali con tutte le piazze rilevanti dei due
bacini di questo mare, sì da far concorrenza e superare Venezia nelle
relazioni con Bisanzio; inoltre la repubblica costiera era l’unico Stato
cristiano ad avere rapporti alquanto pacifici con l’area africana
musulmana.
Col
trattato di pace stipulato tra Arabi e Bizantini nel 1028 gli Amalfitani
ottennero ulteriori vantaggi: essi potevano ormai trafficare senza alcuna
difficoltà nel Mediterraneo. In aggiunta Amalfi era diventato l’unico
porto italiano dove gli Arabi potevano commerciare tranquillamente e
liberamente. Grazie alla mediazione amalfitana, i mercanti arabi poterono
allacciare, durante l’XI secolo, importanti rapporti commerciali con
l’Italia meridionale.
La
graduale ascesa economica era certamente
connessa alle disposizioni organizzative previste dalla “Tabula
de Amalpha”, rese
possibile proficui scambi commerciali, soprattutto con le numerose colonie
amalfitane lungo le sponde del Mediterraneo. Le principali colonie erano
presenti ad al
Mahdia, a
Kairuan, al
Cairo, ad
Alessandria, ad
Accon
, a
Laodicea, a
Beirut, a
Giaffa, a
Cipro, a
Tripoli di Siria, a
Gerusalemme, ad
Antiochia, a
Bisanzio.
La
più grande colonia amalfitana fu certamente quella di Bisanzio; essa
esisteva già nel 992, come conferma la crisobolla degli imperatori Basilio
e Costantino, mediante la quale viene sancito, tra l’altro, che il
commercio veneziano non doveva danneggiare quello amalfitano di
Costantinopoli. La colonia si estendeva sul Corno d’Oro ed aveva un
proprio scalo privato¸nel suo ambito sorgevano i monasteri di S. Maria
Latina e del S. Salvatore, il cui abate Mauro de Monte di Minori divenne
arcivescovo di Amalfi nel 1103, nonché la chiesa di S. Irene.

|