Il
complesso monastico fu realizzato tra il 950 ed il 1000, verosimilmente
intorno all'anno 987, ad opera dei monaci benedettini
Pietro e Giovanni.
Di
grande importanza architettonica, in quanto racchiude
resti monastici medioevali
di periodo romanico.

Costituito
da tre diverse cappelle, con architetture di varie epoche individua nella
cappella inferiore, quella più antica, in cui sono presenti affreschi
che mostrano
varie scene di carattere eminentemente religioso.
La
scena meglio conservata è quella che il visitatore incontra non appena
entra nella cappella. Quattro figure si stagliano su di un terreno dorato,
ondulato a guisa di collina e cosparso di piante stilizzate. La figura
centrale è la Vergine, che indossa un mantello rosso ed una “paenula”
azzurra, con le mani aperte, in atto di accogliere il fedele. A destra vi è
un santo che indossa la caratteristica armatura del “miles” bizantino,
con clamide rossa, corazza a squame di ferro, scudo rotondo, lancia,
gambali. A sinistra vi è un santo barbuto con lunga tunica bianca e clavi
rossi, coperto da un mantello giallo; egli nella sinistra regge un rotolo.
Il quarto personaggio, piuttosto giovanile, è certamente il committente o
donatore della cappella, poichè regge con le mani un modello di chiesa.
La
cappella mediana di S. Maria de Olearia conserva all’esterno evidenti
architetture dell’XI secolo, suggellate dalla coeva iscrizione tombale
dell’abate Tauro. La cappella presenta all’interno un ciclo di affreschi
realizzato nei primi anni del XII secolo, come conferma l’iscrizione
originale del 1110 affrescata anch’essa, ma sulla parete esterna.
La
cappella superiore, sicuramente dedicata a S. Nicola, un altro ciclo di
affreschi rende ancor più suggestivo e stimolante il luogo sacro.
Numerose
ancora gli affreschi tra cui spiccano la rappresentazione di alcuni
miracoli di S. Nicola, tra cui una storia di mare, nella quale
s’intravedono una vela triangolare ed una prua, il Santo che salva tre
uomini dall’esecuzione. tali affreschi risalirebbero agli anni ’70
dell’XI secolo.