La valle delle Ferriere

Giunti nei pressi dell'attuale museo della carta, si prende la salita Madonna del Rosario, che conduce nel vallone delle ferriere. Sin dall'inizio dell'escursione si incontrano resti di cartiere (cartiera Confalone) con annesso omonimo palazzo. Poco più innanzi  scopriamo la chiesa della Madonna del Rosario realizzata nell'attuale sito, dopo l'alluvione del 1875 che distrusse la chiesa allocata in posizione più a nord. Dal piccolo spiazzale antistante il luogo di culto, vasti appezzamenti di terreno coltivate a limoni, si estendono verso il fondovalle. Tale scenario prosegue fino al  serbatoio comunale. Da questo punto un susseguirsi  di cartiere, ormai ruderi, costellano il percorso; la natura ha ormai riconquistato il territorio, anche se sono evidenti soprattutto gli spanditoi, locali ove venivano messi ad asciugare i fogli di carta in precedenza lavorati. Sono i resti di una fiorente industria cartaria che ha visto la fine intorno agli anni sessanta del XX secolo, quando gli alti costi di produzione costrinsero gli ultimi proprietari a cessare l'attività. 

cartiera

Proseguendo si scoprono i resti di un'antica  ferriera realizzata nel corso del XIV secolo ed una più recente 

centrale elettrica, il cui funzionante grazie alla caduta dell'acqua attraverso condutture. 

Il fascino dei luoghi è accentuato dalla presenza di una florida vegetazione; nel luglio del 1859 il naturalista tedesco Ernst Haeckel studiò questo ambiente, ove  sopravvive la Woowardia radicans, felce preglaciale, che ha trovato in questi luoghi l'ultima dimora in Europa. 

Dove oggi vive le felce è stata realizzata una
riserva naturale integrale con lo scopo di difendere questo eco-sistema particolarmente delicato.

Woowardia radicans