Il Chiostro Paradiso 

Il Chiostro Paradiso

per informazioni:

telefono 089/871059

Aperto tutti i giorni

orario estivo  (09.00 - 21.00)
orario invernale
(10.00 - 17.00)

Il Chiostro Paradiso fa parte quel complesso architettonico della Cattedrale di Amalfi.

L'arcivescovo Filippo Augustariccio  tra il 1266 ed il 1268, fece edificare il Chiostro Paradiso, un cimitero per i nobili della città attaccato alla basilica dell’ Assunta, collegato al palazzo  arcivescovile e formato da un quadriportico con volte a crociera, archi acuti, colonnine binate ed archi intrecciati d’ influsso moresco (da qui il nome di Paradiso). In tale cimitero vi erano sei cappelle affrescate tra la fine del tredicesimo e gli inizi del XIV secolo. Esse appartenevano a nobili famiglie amalfitane ed ospitavano i sarcofaghi con i corpi dei loro illustri rappresentanti. Di questi sarcofaghi oggi ne restano cinque di significativa importanza:

1. il sarcofago che rappresenta ad altorilievo il “ratto di Proserpina”, un episodio della mitologia greca;

2. il sarcofago che rappresenta ad altorilievo le “nozze di Peleo e Teti” sulla superficie laterale e “Romolo e Remo allattati dalla lupa” ad uno dei capi, con l’ iscrizione medioevale   Cesarius de Alaneo de Amalfia... MCCXL”;

3. Il sarcofago romano del IV secolo d.C. che riporta il nome del decurione Publio Ottavio  Rufo;

4. il sarcofago romano con scanalature “ad esse”, con lo stemma della famiglia amalfitana  dei Favaro e con la croce di Amalfi (si trova ora nell’ arsenale);

5.  il sarcofago dell’ arcivescovo Pietro Capuano, morto nel 1359, che presenta le immagini scolpite della Madonna, di Cristo, dei Dodici Apostoli e dei Ss. vescovi Biagio e Basilio (ora altare maggiore della cattedrale).

I primi due sarcofaghi risalgono al VI secolo a.C.; sono stati portati da Paestum e riutilizzati da nobili amalfitani del Medioevo. Gli altri due sono stati forse trovati in zona ed anch’ essi reimpiegati.  

L’ affresco più importante del Chiostro è quello di scuola giottesca raffigurante la Crocifissione. Il ciclo pittorico continua nella vecchia cattedrale con le immagini di fine Duecento dei Ss. Cosma e Damiano, del Beato Gerardo Sasso in abiti di cavaliere angioino, della Madonna col Bambino.

la Crocifissione di scuola Giottesca