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I
monti Lattari costituiscono l'ossatura della costiera amalfitana, le cui rocce,
di origine calcareo-dolomitica, sottoposta all'azione erosiva dell'acqua
ha dato origine a diverse grotte. Tra queste spicca la grotta dello Smeraldo
situata nel Comune di Conca dei Marini, fonde agli elementi tipiche di una
grotta carsica, quelle di una grotta marina. Inizialmente la grotta era posta al
di sopra del livello del mare, in cui si andarono formando stalattiti e stalagmiti
di varie dimensioni; sia fenomeni di bradisismo che l'innalzamento del
livello del mare, portarono le acque del Tirreno ad invadere parzialmente
la grotta, facendone assumere le attuali caratteristiche, tra cui spicca la
luminescenza dell'acqua di color "smeraldo". Questa
caratteristica deriva dall'esistenza, di un'apertura posta a circa 4 metri
al di sotto dell'attuale livello dell'acqua marina collegato, mediante un canale
di circa 12 metri, con il mare aperto.
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