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Tramonti
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La
terra di Tramonti, il cui toponimo (Transmonti) significherebbe
“al di là dei monti”, naturalmente rispetto ad Amalfi, fu abitata sin
dall’età del bronzo, come sembrano testimoniare alcuni ritrovamenti
effettuati presso la sede della Comunità Montana a Polvica.
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Sicuramente,
comunque, lì fu edificata una villa dai Romani intorno al I secolo
dell’impero; altre tracce romane sono state spesso trovate in varie epoche nei
suoi casali. Il
toponimo Cesarano, in particolare, sembra proprio indicare la presenza in quella
terra di un praedium imperiale romano, cioè di un territorio di proprietà
di qualche imperatore.
Un’antica
tradizione afferma che tale villaggio sia stato fondato da un gruppo di Scalesi,
i quali, dopo aver costituito l’insediamento di Scala, avrebbero deciso di
popolare gradualmente pure le altre zone della Costa.
La
terra di Tramonti si formò storicamente, come Agerola e Scala, mediante la
nascita di casali sparsi di natura agricola, i quali in seguito cominciarono a
collaborare alle attività marinare, favorendo, di conseguenza l’arricchimento
delle famiglie ivi presenti.
In
tal modo molte famiglie di piccoli proprietari tramontani si trasferirono a
Ravello, dove entrarono gradualmente a far parte della locale aristocrazia,
ufficialmente riconosciuta da papi e sovrani. Altre famiglie di Tramonti
andarono, invece, ad arricchire la popolazione di Maiori, dedicandosi
direttamente alle attività marittime e mercantili.
Anche
Tramonti quindi, ha seguito le sorti della Repubblica di Amalfi che, grazie alla
posizione ha sempre svolto una fondamentale azione di difesa delle più note
città di Amalfi e Ravello. Ma quando i Normanni riuscirono, nel 1127 a
sopraffare il castello di Montalto, che strenuamente si difese all'orda nei
nemici, con essa cadde pure il castello di Ravello e l'indipendenza della
Repubblica marinara.
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Il
Comune di Tramonti è costituito da ben 13 borghi, ognuno dei quali,
raccolto attorno ad una chiesa. I
borghi sono:Campinola,
Capitignano, Cesarano, Corsano, Figline, Gete, Novella, Paterno-S.
Arcangelo, Paterno S.Elia, Pietre, Polvica, Ponte, Pucara .
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Da
visitare... nel borgo di
Figline,
la chiesa di S.Pietro Apostolo, con stucchi ed il pavimento
maiolicato, a Gete i resti di una Chiesa del XIII secolo, a Polvica
, la chiesa di
S.Giovanni, a S.Elia, la chiesa di S.Elia, a Pucara la chiesa di
S.Erasmo, ove alcune opere sono attribuite a Luca Giordano.
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Curiosità...
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Tipica
produzione locale è quella dei cestari, che si tramanda di padre in
figlio. Affianco alla produzione di "semplici" cesti, oggi
si producono anche porta oggetti delle più disparate forme. Tipiche
sono i panieri ma, soprattutto le sporte, grossi contenitori in
vimine ancora oggi utilizzati per il trasporto dei limoni (con
capacità di oltre 50 kg di prodotto).
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