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Chi non ha visto Amalfi,
non ha visto
 l'Italia.

(O. Stiwell)

Hotel Centrale - Amalfi

     

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Amalfi

 

stemma di Amalfi

Veduta di Amalfi

Appena si arriva ad Amalfi, sia che si provenga da Sorrento, che da Salerno, lo spettacolo è entusiasmante. Case bianche aggrappate alle pareti rocciose, si contrappongono all'imponenza del Duomo di Amalfi posto al centro della cittadina. 

Così come le abitazioni, anche la Cattedrale, dedicata all'Apostolo S.Andrea, si raggiunge dopo aver percorso la scalinata con i suoi 57 

il Campanile del Duomo
 gradini. 

Sul lato destro del Duomo,si erge il campanile del XII secolo mentre, al di sotto di esso il chiostro Paradiso con l'annessa chiesa del Crocifisso, attendono il visitatore per un breve viaggio nel passato storico religioso della Chiesa amalfitana. 
Dall'atrio del Duomo, che sovrasta la piazza, ove la statua del Patrono di Amalfi,  fa bella mostra di se, 

si intravedono, agli angoli dei vecchi edifici signorili, oggi adibiti ad alberghi, viuzze che si gettano chissà dove; questi vicoli, ci portano alla scoperta di Amalfi. 

 

Ognuna di esse nasconde una piazza, uno slargo dove in passato, le più disparate attività umane esibivano il loro ingegno. Scopriamo quindi piazza dei Dogi, anticamente piazza dei Ferrari, per la presenza di botteghe dei fabbri. 
Da qui altri vicoli si diramano in tutte le direzioni; una ci porta verso il mare, dove sulla sinistra, ci imbattiamo nell'entrata degli
antichi arsenali della Repubblica; un'altra ci conduce verso il rione Vagliendola, dove resistono ancora esempi di abitazioni aristocratiche turrite. Questa via conduce alla porta occidentale della città, che prosegue poi fino all'albergo dei Cappuccini, un tempo convento di San Pietro della Canonica, fondato nel XIII secolo. 

Amalfi - corso principale

Un altro vicolo ci conduce verso l'interno di Amalfi fino a giungere in Piazza dello Spirito Santo. Ma Amalfi non termina in questa piazza; proseguendo lungo la via principale ci imbattiamo nella porta settentrionale dell'antica città. Aldilà della porta entriamo nella Valle dei mulini

particolare del Museo della Carta

Qui ci imbattiamo nel museo della Carta   www.museodellacarta.it   dove si conservano gli "ingegni" e le attrezzature usate dalle genti di Amalfi per produrre la carta; più innanzi una delle ultime cartiere, quella degli Amatruda, continua ancora oggi, la tradizione cartaria amalfitana. 

Incontriamo ancora il museo dell'arte contadina, con gli strumenti che per secoli hanno caratterizzato l'agricoltura locale e con cui si è coltivato il famoso limone costiero lo "sfusato amalfitano", tanto profumato e tanto ricercato.

la valle delle Ferriere

Per chi vuole un pò di avventura ecco pronta la Valle delle Ferriere, dove tra la vegetazione si ergono i resti di alcune antiche cartiere e di una vecchia ferriera, mentre la riserva naturale, tutela "legalmente", quanto la natura ha conservato per millenni; è il luogo ove regna sovrana la Woodwardia Radicans, ovvero "felce bulbifera".

Ma è ancora sul mare che altri edifici  conservano le antiche vestigia amalfitane; è l'ex convento benedettino femminile dedicato alla SS Trinità, oggi sede del Comune e del Museo Civico, ove si conservano la "Tabula de Amalpha" ed il Codice Foscariniano, quest'ultimo costituito da una pregevole raccolta di manoscritti del XVII secolo, un tempo di proprietà del doge Marco Foscarini di Venezia.

 Si conservano infine  alcuni strumenti di navigazione, il gonfalone cittadino ed i costumi indossati per le Regate Storiche, realizzati dallo scenografo Scielzo nei primi anni cinquanta del XX secolo

Corteo delle Regate storiche

Per descrivere le rive di Amalfi secondo una fotogenia tradizionale dovrebbero bastare le pubblicazioni turistiche, le sequenze dei documentari.
Per trattenere la dimensione interiore della sua natura sono 
necessari gli incontri più sottili della mente.

(S.Quasimodo)


 

 

 

 

 

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